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L’INDICE DI GOVERNABILITÀ

Maggio 2026

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INTRODUZIONE

L’America Latina rappresenta una regione strategica fondamentale per comprendere la stabilità globale, la sicurezza delle risorse e la transizione energetica. In un contesto internazionale caratterizzato da conflitti, frammentazione geopolitica e competizione tra grandi potenze, essa emerge come un’area a basso rischio militare, ma di elevato valore economico, ambientale e politico. Per l’Unione europea e per l’Italia, il rafforzamento delle relazioni con l’America Latina costituisce una scelta strategica di lungo periodo. La regione è stata tradizionalmente percepita come periferica rispetto ai principali scenari geopolitici, ma tale interpretazione non riflette più la realtà attuale. Oggi il continente riveste un ruolo centrale per la sicurezza energetica e l’approvvigionamento di materie prime, per la transizione ecologica e climatica e per la riconfigurazione delle catene globali del valore, in un contesto di competizione non militare tra le grandi potenze. La regione si trova inoltre al centro di una tensione strutturale tra sfruttamento economico e tutela ambientale ed è divenuta uno scenario fondamentale della competizione economico-strategica, in particolare nel settore degli investimenti infrastrutturali. Per l’Unione europea e per l’Italia, l’America Latina rappresenta un’area essenziale per diversificare le catene di approvvigionamento, ridurre le dipendenze critiche, promuovere standard ambientali, sociali e digitali condivisi e rafforzare un multilateralismo fondato sulle regole. Una presenza europea strutturata consente di bilanciare l’influenza di altri attori globali, in particolare della Cina e degli Stati Uniti, e di costruire alleanze di lungo periodo. Per queste ragioni, è importante monitorare e anticipare le dinamiche politiche e sociali della regione attraverso strumenti rigorosi di analisi e di allerta precoce.

INDICE O GRADO DI GOVERNABILITÀ

Il concetto di governabilità si è progressivamente evoluto da un’impostazione classica, incentrata sull’ordine politico, verso una concezione più ampia, che la definisce come uno stato di equilibrio dinamico tra le domande sociali e la capacità di risposta del governo. Tale nozione si articola attorno a tre dimensioni fondamentali: efficacia, legittimità e stabilità. Un sistema politico può essere considerato governabile quando è in grado di adattarsi ai cambiamenti del contesto nazionale e internazionale senza perdere coesione, autorità e sostegno da parte dei cittadini. La governabilità, pertanto, non deve essere interpretata in termini dicotomici, contrapponendo governabilità e ingovernabilità, né essere ridotta alla sola efficacia amministrativa. Si tratta di un fenomeno graduale, che può manifestarsi a diversi livelli: da un modello ideale, nel quale vi è piena corrispondenza tra domande e risposte, fino a scenari di crisi istituzionale, collasso dell’ordine democratico o rottura del legame tra Stato e società. Questo approccio riconosce che tutti i sistemi politici sono sottoposti a tensioni strutturali, determinate da domande sociali crescenti e da risorse statali limitate. L’elemento decisivo non è l’assenza di conflitti, bensì il modo in cui essi vengono gestiti. Quando le risposte governative sono percepite come insufficienti, si determina un deficit di governabilità; qualora lo squilibrio si approfondisca e si manifesti simultaneamente in più dimensioni, può innescarsi una crisi sistemica. In America Latina, tali deficit sono spesso associati a fenomeni quali la corruzione, il caudillismo presidenziale, la debolezza dei partiti politici e la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni rappresentative. Questa combinazione contribuisce a spiegare perché ampi settori della società manifestino una crescente tolleranza — o persino una preferenza — per opzioni autoritarie, indebolendo dall’interno le fondamenta stesse del sistema democratico. Il presente lavoro sviluppa uno strumento analitico di monitoraggio comparato, costruito sulla base di sette indicatori fondamentali, attraverso i quali è possibile valutare lo stato della governabilità in cinque Paesi latinoamericani. Come precedentemente illustrato, queste variabili non riflettono soltanto il funzionamento dell’apparato statale, ma anche le percezioni sociali, la coesione politica interna, il contesto internazionale e i livelli di conflittualità o di disgregazione dell’ordine sociale

Capacità del governo di assicurarsi il sostegno degli attori rilevanti rispetto al proprio operato, ottenendo obbedienza e riconoscimento.

Uso intenzionale della forza che erode il tessuto sociale e compromette la sicurezza.

livello di unità politica e interna del gruppo di governo, compreso il controllo sulle regole e sui meccanismi del regime.

Grado di sostegno sociale nei confronti delle istituzioni statali, misurato attraverso sondaggi di opinione.

Livello di mobilitazione sociale, proteste e contrapposizioni rivolte contro decisioni o politiche governative.

Capacità istituzionale del governo di attuare politiche pubbliche e conseguire gli obiettivi stabiliti.

Influenza positiva o negativa esercitata dagli attori internazionali — Paesi, organizzazioni e opinione pubblica globale — sulla stabilità del governo.

L’Indice Generale di Governabilità, calcolato come media ponderata di queste sette variabili, offre una valutazione sintetica della situazione politica di ciascun Paese, consentendo comparazioni, segnalazioni di allerta precoce e supporto ai processi decisionali strategici. Lungi dal rappresentare una fotografia statica, l’indice intende configurarsi come uno strumento dinamico, capace di anticipare gli scenari, misurare la resilienza del sistema politico e orientare la definizione di politiche pubbliche volte a preservare la stabilità democratica¹.

¹ L’indice misura la capacità politico-istituzionale del governo e del sistema di gestire le tensioni, adottare decisioni e preservare livelli minimi di legittimità e continuità. Non misura, di per sé, la qualità democratica, lo sviluppo economico né il pieno rispetto dei diritti.

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IMPORTANZA PER LE IMPRESE ITALIANE

La governabilità incide direttamente sulla stabilità del contesto operativo. Un Paese caratterizzato da bassi livelli di governabilità può essere esposto a improvvisi cambiamenti delle politiche pubbliche, incertezza giuridica o regolatoria, conflitti sociali capaci di compromettere la continuità dei progetti e interruzioni delle attività provocate da scioperi, proteste o episodi di violenza. La conoscenza di questi fattori consente di anticipare gli scenari e predisporre adeguate strategie di mitigazione.

Un solido Indice di Governabilità consente di:

  • dare priorità agli investimenti nei Paesi caratterizzati da contesti più stabili;

  • rinviare o ridimensionare i progetti nei contesti più critici;

  • determinare il grado di esposizione politica di ciascuna operazione regionale.

Ciò contribuisce a migliorare l’allocazione delle risorse e l’efficacia del portafoglio degli investimenti.

Nei contesti caratterizzati da bassi livelli di governabilità, anche la reputazione aziendale può essere compromessa, qualora venga percepita una vicinanza a governi contestati oppure quando le attività operative coincidano con situazioni di conflitto. L’indice contribuisce pertanto a valutare i rischi reputazionali e a orientare le iniziative di sostenibilità e responsabilità sociale.

L’indice non costituisce una fotografia statica, bensì uno strumento dinamico che consente di:

  • monitorare, con cadenza mensile o trimestrale, i cambiamenti più significativi;

  • individuare tendenze emergenti suscettibili di evolvere in situazioni di crisi;

  • assumere decisioni tempestive sulla base di evidenze analitiche.

Mappa di Calore degli Indicatori e Grado di Governabilità (Maggio 2026)

Nota: En Conflictividad y Violencia y Descomposición Social, los valores altos representan mayor riesgo; por ello, su interpretación es inversa respecto a los demás indicadores

Questa mappa di calore rappresenta i livelli relativi di ciascuno dei sette indicatori chiave di governabilità nei cinque Paesi latinoamericani analizzati — Argentina, Brasile, Cile, Colombia e Messico — con riferimento a maggio 2026. Si tratta di uno strumento visivo che consente di individuare rapidamente i punti di forza e di debolezza istituzionale di ciascun Paese.

SCALA DI GOVERNABILITÀ

Come già illustrato in precedenza, la governabilità non coincide con l’assenza di conflitto, bensì con la capacità del sistema politico di gestire le tensioni in modo istituzionalizzato, rispondere alle domande sociali e preservare la legittimità dell’ordine politico. A tal fine, viene adottata la seguente scala di governabilità:

Grado dI Governabilità

(+5) Governabilità ideale (tipo ideale): pieno equilibrio tra domande sociali e risposte governative; legittimità consolidata, bassa conflittualità ed elevato livello di istituzionalizzazione. I conflitti esistono, ma vengono gestiti e assorbiti senza degenerare in situazioni di crisi. (da +4 a +2) Governabilità normale: il sistema gestisce differenze e tensioni persistenti nel rispetto di regole del gioco condivise. Possono emergere problemi anche seri, ma essi non compromettono la stabilità del regime né la continuità dell’azione di governo. (da +1 a −1) Deficit di governabilità: il governo perde capacità di risposta rispetto a domande fondamentali e/o di mantenere livelli minimi di consenso. Aumenta la pressione esercitata dagli attori rilevanti e si indebolisce l’accettazione delle decisioni e delle autorità. (−2) Crisi di governabilità: accumulazione di conflitti, diminuzione della fiducia nelle regole e nei meccanismi di arbitrato e aumento del rischio di discontinuità istituzionale. La risposta dello Stato risulta insufficiente, tardiva o scarsamente coordinata. (da −4 a −3) Cambiamento di regime: rottura della relazione funzionale tra governanti e governati e riconfigurazione del potere. Può verificarsi attraverso soluzioni costituzionali — dimissioni, procedura di impeachment o elezioni anticipate — oppure in seguito al collasso del sistema partitico, in un contesto di elevata instabilità. (−5) Cambiamento di sistema: rottura dell’ordine democratico attraverso vie di fatto, quali un colpo di Stato, una rivoluzione o un conflitto armato. Il patto sociale e istituzionale fondamentale si dissolve ed emergono nuove regole imposte con la forza.

Grado dI Governabilità - Scala di Valutazione

Grado dI Governabilità - Maggio 2026

Escala de Evaluación

Los cinco países permanecen en la zona de Déficit de Gobernabilidad (−1 a +1).

Nel maggio 2026, i cinque Paesi analizzati continuano a collocarsi nella fascia di Deficit di governabilità, compresa tra −1 e +1. Le rispettive posizioni rivelano, tuttavia, differenze significative in termini di capacità istituzionale, stabilità politica ed esposizione a possibili scenari di deterioramento. Il Brasile (0,42) presenta il miglior risultato relativo del gruppo. Mantiene una capacità istituzionale e politica superiore a quella degli altri Paesi analizzati, sebbene il suo punteggio rimanga insufficiente per accedere alla categoria della Governabilità normale. Registra inoltre una lieve diminuzione rispetto allo 0,46 ottenuto nel dicembre 2025. Il Cile (0,20) occupa la seconda posizione. Il Paese conserva meccanismi istituzionali in grado di gestire le tensioni politiche e sociali, ma presenta limiti in materia di fiducia dei cittadini, efficacia dell’azione di governo e consolidamento del consenso. Anche il suo risultato diminuisce rispetto allo 0,27 registrato nel dicembre 2025. Il Messico (0,09) registra un deterioramento significativo rispetto allo 0,39 del dicembre 2025. Pur mantenendo livelli relativamente elevati di legittimità e coesione governativa, tali elementi sono controbilanciati dalla violenza, dall’insicurezza, dalla conflittualità e dalla limitata fiducia dei cittadini. La sua posizione, prossima al punto medio della fascia di deficit, evidenzia un margine di governabilità particolarmente ridotto. L’Argentina (0,01) si colloca praticamente al centro della fascia di deficit. Il risultato indica che i punti di forza derivanti da una certa capacità decisionale e dal posizionamento internazionale compensano solo in misura limitata la bassa fiducia dei cittadini, la conflittualità e le persistenti pressioni economiche e sociali. La diminuzione rispetto allo 0,17 registrato nel dicembre 2025 segnala una riduzione del margine politico e istituzionale del governo. La Colombia (−0,95) presenta nuovamente la situazione più critica. Si trova al limite inferiore della categoria di Deficit di governabilità ed è molto vicina alla soglia della Crisi di governabilità, fissata a −1. Il risultato riflette la combinazione di bassa legittimità, debole efficacia decisionale, limitata coesione politica, elevata violenza e deterioramento della fiducia dei cittadini. Rispetto al −0,66 del dicembre 2025, il calo evidenzia un significativo approfondimento dello squilibrio politico e istituzionale. In termini comparati, il Brasile mantiene la posizione più favorevole, mentre il Cile si colloca in una situazione intermedia. Il Messico e l’Argentina si trovano in prossimità del punto medio della fascia di deficit, con margini sempre più ridotti di fronte a eventuali shock economici, sociali o politici. La Colombia costituisce il principale elemento di allerta, collocandosi praticamente sulla soglia di una crisi di governabilità.

ANALISI COMPARATA DI TRE RILEVAZIONI 2025-2026

La lettura precedente offre una fotografia comparata della situazione nel maggio 2026. Di seguito viene esaminata la traiettoria che ha condotto a tale posizione. L’analisi comparata delle tre rilevazioni effettuate tra aprile 2025 e maggio 2026 evidenzia un andamento generale di deterioramento del grado di governabilità nei cinque Paesi esaminati. Sebbene tutti continuino a collocarsi nella fascia di Deficit di governabilità, le variazioni osservate rivelano differenze significative quanto all’intensità, alla rapidità e alla profondità del peggioramento.

Posizionamento nella scala generale di governabilità

Nota: Nel maggio 2026, i cinque Paesi rimangono all’interno della zona di Deficit di governabilità. Il grafico mostra un andamento generale di deterioramento nel periodo analizzato.

Dettaglio dell’evoluzione comparata all’interno della fascia di deficit

Aprile 2025 – Dicembre 2025 – Maggio 2026

Tutti e cinque i Paesi rimangono all’interno della fascia di Deficit di governabilità (tra −1 e +1).

I valori indicano l’indice di governabilità per ciascuna misurazione.

Il confronto temporale consente di individuare due dinamiche principali. La prima riguarda il periodo compreso tra aprile e dicembre 2025, durante il quale tutti e cinque i Paesi hanno registrato una diminuzione dei rispettivi punteggi. La seconda si estende dal dicembre 2025 al maggio 2026 e conferma la prosecuzione del deterioramento, seppure con ritmi differenti. In alcuni casi, come il Brasile e il Cile, la flessione rallenta; in altri, in particolare Messico, Argentina e Colombia, la riduzione del margine di governabilità continua a essere politicamente rilevante. Il Brasile mantiene il miglior risultato relativo durante l’intero periodo analizzato. Il suo indice diminuisce dallo 0,65 nell’aprile 2025 allo 0,46 nel dicembre 2025, per poi attestarsi allo 0,42 nel maggio 2026. La variazione accumulata è pari a −0,23 punti. Il Paese conserva una posizione comparativamente più favorevole e una maggiore capacità istituzionale di gestire le tensioni, sebbene la traiettoria discendente indichi una progressiva riduzione del suo margine di manovra politica. Il Cile registra una diminuzione dallo 0,53 nell’aprile 2025 allo 0,27 nel dicembre 2025 e allo 0,20 nel maggio 2026, equivalente a una variazione accumulata di −0,33 punti. Il deterioramento più significativo si concentra nel primo periodo, mentre tra dicembre e maggio la flessione risulta più moderata. Il risultato suggerisce che le istituzioni continuano a gestire le tensioni all’interno dei canali consolidati, ma con una capacità di risposta e una base di fiducia più limitate. Il Messico presenta una delle diminuzioni più marcate. L’indice passa dallo 0,70 nell’aprile 2025 allo 0,39 nel dicembre 2025 e successivamente allo 0,09 nel maggio 2026, registrando una flessione accumulata di −0,61 punti. Questa evoluzione riflette una significativa riduzione del margine di governabilità, nonostante la persistenza di punti di forza relativi sul piano della legittimità e della coesione governativa. Il peso della violenza, dell’insicurezza, della conflittualità e della limitata fiducia nelle istituzioni riduce la capacità del sistema di trasformare il sostegno politico in stabilità effettiva. L’Argentina scende dallo 0,26 nell’aprile 2025 allo 0,17 nel dicembre 2025 e allo 0,01 nel maggio 2026, registrando una variazione accumulata di −0,25 punti. Sebbene l’entità complessiva della flessione sia inferiore a quella registrata in Messico, il risultato finale colloca il Paese praticamente al centro della fascia di deficit. Ciò indica che le capacità decisionali e i punti di forza derivanti dal posizionamento internazionale compensano solo in misura limitata le pressioni economiche, la conflittualità sociale e la bassa fiducia dei cittadini. La Colombia registra la traiettoria più critica dell’intero gruppo. Il suo indice diminuisce da −0,24 nell’aprile 2025 a −0,66 nel dicembre 2025 e a −0,95 nel maggio 2026, con una variazione accumulata di −0,71 punti. Il Paese non solo presenta il deterioramento più marcato, ma si avvicina anche alla soglia della Crisi di governabilità. La combinazione di violenza, indebolimento della legittimità, bassa coesione politica, limitata efficacia decisionale e deterioramento della fiducia dei cittadini accresce la sua esposizione a scenari di maggiore instabilità.

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Sintesi della variazione accumulata

INDICE GENERALE DI GOVERNABILITÀ – TRAIETTORIA COMPLETA

In termini comparati, l’evoluzione temporale consente di distinguere tre situazioni. Il Brasile mantiene la posizione più favorevole, sebbene registri una graduale riduzione della propria capacità politica. Cile, Messico e Argentina continuano a collocarsi nella fascia di deficit, ma mostrano una progressiva contrazione dei rispettivi margini di stabilità. La Colombia, dal canto suo, costituisce il principale elemento di allerta, a causa della profondità del deterioramento e della sua prossimità alla soglia di crisi. Il confronto tra aprile 2025 e maggio 2026 evidenzia pertanto un modello comune di deterioramento. Tale traiettoria non deve tuttavia essere interpretata, almeno per il momento, come una tendenza strutturale definitiva, bensì come un segnale coerente che dovrà essere confermato dalle rilevazioni future. Il persistere di risultati in diminuzione nei prossimi periodi indicherebbe che il deficit di governabilità ha cessato di rappresentare una condizione congiunturale, trasformandosi in un fenomeno di natura più duratura. Nel complesso, i risultati mostrano che nessun Paese migliora la propria posizione durante il periodo analizzato e che i segnali di deterioramento più significativi si concentrano in Colombia e Messico. L’evoluzione osservata conferma una riduzione generale della capacità dei governi di gestire le domande sociali, mantenere il consenso e preservare condizioni stabili di governabilità.

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QUADRO CONCETTUALE E METODOLOGIA DI COSTRUZIONE

L'Indice MEDOR di Governance parte da una concezione contemporanea del concetto di governance, intesa non come una condizione binaria —governabilità contro ingovernabilità— bensì come uno stato dinamico di equilibrio tra le esigenze della società e la capacità effettiva di risposta del sistema politico.

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